Spam

Ci accompagna ogni giorno della nostra vita digitale, quasi come fosse una “tassa” da pagare per fare quello che facciamo. Ma perché deve essere così? Tutta la pappardella, e un’ideuzza, nella continuazione.


Anni fa ricordo arrivava al massimo qualche decina di email di spam alla settimana, ci voleva poco a vedere quali erano (le poche in inglese eheh) ed eliminarle. Poi la situazione cominciò a diventare poco sopportabile e cominciarono a nascere vari software per alleviare il problema, ma facevano ben poco. Poi piano piano si sono migliorati, oggi sono molto buoni, riescono a distinguere molto bene messaggi di spam da messaggi non di spam. Ce ne sono di tutti i tipi e colori: basati su filtri Bayesiani, su regole create a mano (come SpamAssassin), collettivi, individuali, … Ovviamente chi fa spam non può stare a guardare tutte le sue email eliminate e quindi escogita nuovi sistemi. Chi gestisce siti di un certo livello o blog si ritrova oggi a fronteggiare spam in ogni modo possibile: commenti, iscrizioni fantasma, messaggi nei forum, tutti spammati. Esistono anche blog creati apposta per spammare (chiamati splog).
A questo punto la cosa si fa interessante, perché la tecnologia per combattere lo spam migliora al migliorare dello spam stesso. Ecco che Akismet ci evita ogni giorno di eliminare migliaia di commenti spam nei blog, ecco che nelle università nascono dei gruppi di ricerca atti a combattere questo fenomeno e nascono i captcha&tm; (quelle strane immaginette che hanno al loro interno dei caratteri, magari “rovinati” che dobbiamo ricopiare) che ci evitano di controllare le persone che si iscrivono ai servizi online. E come la tecnologia migliora anche lo spam “migliora”. Studi per trovare parole che non facciano suonare gli allarmi dei filtri, visitatori di siti porno usati per risolvere i captcha di altri siti e le nuovissime e diaboliche email con testo inserito in un’immagine. Il prossimo passo degli antispam sarà probabilmente quello di creare un software per il riconoscimento del testo di queste immagini, ma ecco che qui si innesca un corto circuito malefico. Gli spammer a questo punto hanno a disposizione gli anni di ricerca nel campo dei captcha, che hanno permesso di realizzare immagini non riconoscibili dai software OCR degli spammer, per creare immagini non riconoscibili ai software antispam. E indovinate, se un ricercatore a questo punto dovesse trovare il modo di riconoscere i testi di quelle immagini avrebbe anche trovato per gli spammer il modo di superare i captcha… Io qui vedo un punto morto nella faccenda, fino a quando qualcuno non avrà un’idea incredibile per risolvere la situazione.

Oltre a questo problema “tecnico” ce n’è un’altro: i software antispam non sono infallibili. Come tutti i software che si occupano di questioni così complesse come il separare gli umani dai software, sbagliano spesso e volentieri. Il problema infatti è lo stesso della creazione di una intelligenza artificiale a tutti gli effetti. Il Test di Turing (Alan T. era un matematico britannico che è stato fondamentale per tutta l’informatica) di cui si accennava prima è difatti quello che permetterebbe di scoprire se un software è una vera intelligenza artificiale, equivalente ad una intelligenza biologica (umana), che per ora è solo un sogno (o incubo, dipende dal punto di vista). Ed ecco che negli ultimi giorni ho passato parecchio tempo a scorrere liste di email di “presunto” spam per cercare eventuali falsi positivi, su consiglio di Giusva. (Che è anche il motivo per cui mi sono messo a pensare a tutta questa faccenda e a farne un interminabile articolo).

L’altra sera Federico mi faceva una domanda. “Come mai nonostante tutti questi presidi, si continua a spammare?” In effetti la domanda è pertinente. Molto pertinente. La mia risposta è stata, ed è, che devono averne un ritorno monetario, altrimenti non avrebbe senso. Quindi, senza nessuna pretesa di essere arrivato alla soluzione finale, ho avuto un’idea.

Bisognerebbe lanciare su scala mondiale una campagna SERIA di sensibilizzazione. L’informazione è tutto d’altronde, noi informatici dovremmo saperlo. Qual’è il primo passo per debellare l’AIDS? Informare. Qual’è il modo migliore per evitare che qualcuno si faccia del male fumando? Informando.
In pratica se NESSUNO guardasse lo spam, NESSUNO cliccasse sui suoi link, NESSUNO acquistasse nulla di nulla dagli spammer, NESSUNO comprasse le azioni consigliate, il problema scomparirebbe. Perché? Beh semplice, verrebbe meno il ritorno economico dalle campagne di spam. A quel punto che senso avrebbe spammare? Nessuno.

Si ritorna comunque sempre allo stesso punto: c’è qualche I****A di Americano che continua a guardare i siti porno che pubblicizzano, che compra le azioni pensando di fare un buon affare, che compra le pastigliette azzurre online dagli spammer, ecc…

Bon, penso di avervi tediato a sufficienza 😀

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One Response to Spam

  1. mexias ha detto:

    ciao come posso evitare che qualcuno si iscriva al mio blog, dato che ho cancellato quasi 80 iscrizioni fantasma?
    Certo potrei chiudere le iscrizioni, ma non sarebbe giusto, potrebbero esserci utenti disposti ad entrare nel mio blog per collaborare.
    ciau

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